L’acquisto della prima casa è un traguardo che segna un rito di passaggio nella vita di moltissime persone, un progetto che unisce il desiderio di stabilità alla costruzione di un futuro. Tuttavia, uno degli ostacoli più grandi che spesso si frappongono tra questo sogno e la sua realizzazione è la necessità di disporre di un’ingente somma di denaro per l’anticipo. Tradizionalmente, infatti, gli istituti di credito finanziano fino all’80% del valore dell’immobile, richiedendo all’acquirente di coprire con i propri risparmi il restante 20%, oltre a tutte le spese accessorie. Per superare questa barriera, che esclude dal mercato immobiliare molti giovani e famiglie dotati di un reddito stabile, esistono oggi soluzioni finanziarie specifiche; è in questo contesto che si inserisce il mutuo prima casa al 100%.
Un finanziamento che copre l’intero valore dell’immobile
Ma come funziona questo strumento? La possibilità per le banche di erogare un mutuo che superi la soglia standard dell’80% è strettamente legata al Fondo di Garanzia per la Prima Casa, gestito da Consap per conto dello Stato. Questo fondo agisce come garante nei confronti della banca, offrendo una garanzia pubblica che tipicamente copre il 50% della quota capitale del finanziamento. Questa copertura statale riduce drasticamente il rischio per l’istituto di credito, incentivandolo a finanziare l’intero prezzo di acquisto dell’immobile. È importante chiarire che non si tratta di un contributo a fondo perduto: il mutuatario è pienamente responsabile della restituzione dell’intera somma ricevuta, ma la presenza della garanzia statale facilita l’accesso al credito.

A chi è rivolto?
Questa opportunità non è rivolta a tutti, ma è pensata per specifiche categorie di persone che, pur avendo un reddito solido, potrebbero non avere la liquidità necessaria per l’anticipo. I principali beneficiari sono tipicamente i giovani sotto i 36 anni, le giovani coppie, i nuclei familiari monogenitoriali con figli minori e i conduttori di alloggi popolari. Spesso, l’accesso a questa garanzia potenziata è inoltre vincolato a un tetto massimo dell’indicatore ISEE. Sebbene l’ostacolo dell’anticipo venga rimosso, i requisiti sul reddito rimangono estremamente rigorosi: la banca deve essere certa che il richiedente abbia una capacità di rimborso solida e continuativa nel tempo, valutando con ancora più attenzione la stabilità lavorativa e il rapporto tra la rata mensile e il reddito netto. Un mutuo prima casa 100 richiede quindi un profilo creditizio impeccabile.
100% (o quasi)
Un mutuo prima casa 100 copre, come dice il nome, il 100% del prezzo di acquisto dell’immobile, ma non tutte le altre spese legate alla compravendita. L’acquirente deve comunque disporre di una propria liquidità per far fronte a una serie di costi non finanziabili, che possono rappresentare una cifra significativa, tipicamente tra il 7% e il 10% del valore dell’immobile: tra questi rientrano l’onorario del notaio, le imposte (di registro, ipotecaria e catastale), le spese di perizia e di istruttoria della banca, e l’eventuale commissione per l’agenzia immobiliare; è quindi essenziale pianificare un budget che tenga conto anche di queste voci di spesa.